Descrizione dell'immagine: una bandiera blu simile alla bandiera dell'Unione Europea, con dodici stelle gialle disposte in cerchio e un simbolo bianco di accessibilità universale al centro, che sventola davanti a un moderno edificio governativo o amministrativo.
Siti web governativi accessibili
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Immaginate di provare a pagare le tasse o prenotare una visita medica online, solo per scoprire che il sito web è impossibile da usare perché non riuscite a vedere o ascoltare correttamente i suoi contenuti. Per milioni di europei con disabilità, questa è una frustrazione comune. In risposta a ciò, l'Unione Europea ha introdotto la Direttiva (UE) 2016/2102, nota come Direttiva sull'accessibilità del web, per garantire che i siti web e le app mobili del settore pubblico siano accessibili a tutti i cittadini. Questa legge è stata adottata nel 2016 ed è entrata in vigore dopo un periodo di transizione, con scadenze di piena conformità scaglionate dal 2019 al 2021. Entro il 2022, le norme saranno pienamente in vigore, il che significa che praticamente tutti i siti web e le app governative nell'UE dovranno soddisfare standard di accessibilità comuni.
Lo scopo della direttiva è chiaro: eliminare le barriere digitali affinché tutti, compresi circa 80 milioni di europei con disabilità, possano utilizzare i servizi pubblici online su un piano di parità. Essa si basa sull'impegno assunto dall'UE nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità di garantire alle persone con disabilità pari accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Prima di questa direttiva, alcuni paesi avevano le proprie linee guida in materia di accessibilità del web, ma queste erano diverse tra loro e presentavano delle lacune. La nuova legge ha creato un approccio armonizzato in tutta Europa, ponendo fine alla frammentazione e stabilendo requisiti comuni per l'accessibilità. In breve, mira a rendere il mondo digitale dei servizi pubblici percepibile, utilizzabile, comprensibile e solido per tutti. Gli enti pubblici – dai ministeri ai consigli locali, agli ospedali pubblici e alle università – hanno ora l'obbligo legale di praticare la progettazione universale affinché i loro siti web e le loro app funzionino per il maggior numero possibile di persone.
Obblighi legali per gli enti pubblici
Cosa richiede esattamente questa direttiva alle organizzazioni del settore pubblico? I siti web e le applicazioni mobili del settore pubblico devono essere "accessibili". Ciò comporta il rispetto di specifici standard tecnici (basati sulle Linee guida per l'accessibilità dei contenuti web riconosciute a livello internazionale attraverso la norma europea EN 301 549) che riguardano aspetti quali alternative testuali per le immagini, didascalie per i video, struttura dei contenuti leggibile, navigazione da tastiera e altro ancora. Gli obblighi della direttiva possono essere riassunti come segue:
- Rendere accessibili siti web e app: gli enti pubblici devono garantire che i propri siti web e le proprie app mobili siano conformi ai requisiti comuni di accessibilità, eliminando efficacemente le barriere che impediscono alle persone con disabilità di utilizzarli. Solo in casi molto limitati (ad esempio, determinati contenuti d'archivio o se rendere accessibile qualcosa comporta un "onere sproporzionato") un'organizzazione può essere esentata, e anche in tal caso deve giustificarlo. È importante sottolineare che la mancanza di tempo, conoscenze o priorità non è una scusa accettabile per la mancata conformità.
- Pubblicare una dichiarazione di accessibilità: ogni sito e app pubblico deve mostrare una chiara "dichiarazione di accessibilità" che spieghi quanto è conforme ai requisiti. Questa dichiarazione dovrebbe menzionare tutte le parti del contenuto che non sono accessibili e perché, e dare informazioni sulle alternative disponibili, se ce ne sono. È essenzialmente uno strumento di trasparenza, così gli utenti sanno cosa aspettarsi.
- Fornire un meccanismo di feedback: oltre alla dichiarazione, le organizzazioni devono predisporre un sistema che consenta agli utenti di segnalare problemi di accessibilità o richiedere informazioni non disponibili. Ad esempio, se un file PDF sul sito web di una città non è accessibile a un utente non vedente, quest'ultimo può segnalarlo al sito e richiedere il contenuto in un formato accessibile. La direttiva impone agli enti pubblici di rispondere a tali segnalazioni entro un termine ragionevole.
- Collegamento alla procedura di applicazione: se il feedback o la richiesta di un utente non viene gestito in modo soddisfacente, la dichiarazione di accessibilità deve spiegare come segnalare il problema, in genere contattando un organismo di controllo o un difensore civico. In altre parole, deve esserci un percorso chiaro per presentare reclami.
- Mantenere l'accessibilità nel tempo: l'accessibilità non è una casella da spuntare una volta sola. Gli enti pubblici devono mantenere aggiornati i propri siti/app e risolvere i problemi di accessibilità man mano che i contenuti o la tecnologia cambiano. Sono incoraggiati a formare il proprio personale e a utilizzare strumenti che supportano la creazione di contenuti accessibili.
Questi requisiti sono diventati obbligatori secondo un calendario graduale: i nuovi siti web dovevano conformarsi entro settembre 2019, tutti i siti web del settore pubblico esistenti entro settembre 2020 e tutte le relative app mobili entro giugno 2021. Ora che queste date sono trascorse, qualsiasi sito o app pubblico nell'UE dovrebbe già essere accessibile per legge.
Impatto sui cittadini
Grazie a questa legge, i cittadini con disabilità possono svolgere più facilmente le attività quotidiane sui siti web e sulle app pubbliche che altri potrebbero dare per scontate. Ad esempio, una persona non vedente può utilizzare uno screen reader per navigare nel sito web del proprio comune, poiché le immagini sono accompagnate da descrizioni testuali e i menu possono essere utilizzati senza mouse. Una persona sorda o ipoudente può guardare un video informativo del governo con sottotitoli accurati. Una persona anziana ipovedente può ingrandire il testo o utilizzare una modalità ad alto contrasto su un portale di servizi pubblici e continuare a comprendere i contenuti.
Rendendo i servizi digitali pubblici accessibili a tutti, la direttiva consente alle persone con disabilità di vivere in modo più indipendente e partecipare pienamente alla vita civile. Essa apre nuove porte: candidarsi per un lavoro, accedere alle informazioni sanitarie, inviare moduli o semplicemente tenersi informati sulle notizie e gli eventi pubblici: tutte queste attività diventano possibili senza bisogno di assistenza speciale. Come affermano gli autori della direttiva, «i cittadini beneficiano di un accesso più ampio ai servizi del settore pubblico attraverso siti web e applicazioni mobili», il che facilita la loro vita quotidiana e l'esercizio dei loro diritti. Si tratta di un passo significativo verso le pari opportunità. Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro nell'era digitale. Quando i siti web pubblici sono accessibili, la disabilità di una persona non costituisce più un ostacolo all'ottenimento di informazioni o servizi pubblici. Al contrario, Internet diventa un ponte verso l'inclusione. Non sono solo le persone con disabilità a trarne vantaggio. Il design accessibile spesso migliora l'esperienza complessiva dell'utente: ad esempio, layout e didascalie più chiari possono aiutare tutti, comprese le persone con scarsa alfabetizzazione o coloro che utilizzano dispositivi mobili in condizioni di luce solare intensa. In breve, la direttiva contribuisce a creare siti web migliori per tutti gli utenti.
Monitoraggio e applicazione
Una legge è efficace solo se viene applicata. La direttiva sull'accessibilità del web prevede misure rigorose per garantire che la conformità non sia solo teorica. Innanzitutto, ogni paese dell'UE ha dovuto nominare uno o più organismi responsabili del monitoraggio regolare dei siti web e delle app pubblici. Queste autorità controllano periodicamente un campione di siti web e app per verificare se soddisfano gli standard di accessibilità. Possono testare le pagine, provare le funzionalità e valutare il grado di conformità dei siti ai requisiti. Ogni tre anni, a partire dal dicembre 2021, i paesi dell'UE devono comunicare i risultati delle loro verifiche alla Commissione europea. Queste relazioni includono dati sull'accessibilità effettiva dei siti web del settore pubblico e sull'eventuale presenza di reclami. È importante sottolineare che i risultati vengono resi pubblici, garantendo così trasparenza e responsabilità. Nessun ente pubblico vuole essere segnalato e criticato per avere un sito web non conforme, il che costituisce un ulteriore incentivo a migliorare l'accessibilità.
Per quanto riguarda l'applicazione, la direttiva richiede che i cittadini dispongano di un mezzo "adeguato ed efficace" per ottenere un risarcimento. Se si incontra una barriera all'accessibilità su un sito web pubblico, è possibile utilizzare il meccanismo di feedback del sito per richiedere una correzione o un accesso alternativo. Se la risposta non risolve il problema, è possibile inoltrare il reclamo a un organismo nazionale preposto all'applicazione della legge. Molti paesi hanno designato un difensore civico o un organismo per la parità incaricato di gestire questi reclami in modo imparziale. Questa procedura di applicazione garantisce che ci sia un punto di riferimento a cui rivolgersi se un ente pubblico non risponde o è lento nell'affrontare i problemi. In ultima analisi, il persistente mancato rispetto della direttiva può comportare conseguenze legali ai sensi delle leggi nazionali (poiché la direttiva è attuata attraverso la legislazione nazionale in ciascuno Stato membro). La semplice esistenza di vie di ricorso ha un effetto persuasivo: gli enti pubblici sanno che possono essere ritenuti responsabili se ignorano i loro doveri in materia di accessibilità.
Anche la Commissione europea svolge un ruolo di supervisione. Infatti, la direttiva ha incaricato la Commissione di riesaminare l'applicazione delle norme entro giugno 2022. Tale riesame esamina il quadro generale: i siti web e le app stanno diventando più accessibili? I meccanismi di monitoraggio e applicazione funzionano? Esistono nuove tecnologie o tipi di contenuti (come i formati multimediali emergenti) che devono essere affrontati? I risultati del riesame sono pubblicati apertamente, mantenendo la pressione su tutte le parti interessate affinché continuino a sostenere e migliorare l'accessibilità digitale.
La direttiva (UE) 2016/2102 ha trasformato l'accessibilità da un aspetto secondario a un requisito legale in tutto il settore pubblico europeo. Essa garantisce che l'amministrazione digitale non sia un privilegio per la maggioranza, ma un diritto per tutti. Dal 2021/2022 le organizzazioni pubbliche sono obbligate a mantenere siti web e app accessibili, e sono stati istituiti sistemi per monitorare e far rispettare tale obbligo. Il risultato è uno spazio pubblico digitale più inclusivo.
Abbracciare l'accessibilità come nuova normalità
Il percorso verso siti web pubblici e applicazioni mobili completamente accessibili è ancora in corso, ma la direzione è chiara: l'accessibilità è ormai la norma, non l'eccezione, nel settore pubblico dell'UE. Questa direttiva serve a ricordare in modo persuasivo che la tecnologia dovrebbe essere uno strumento di empowerment, non di esclusione. Conformandosi alla direttiva sull'accessibilità del web, i governi dimostrano il loro impegno a favore dell'uguaglianza e dell'innovazione. Rendono accessibili i servizi online ai cittadini con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, offrendo a queste persone una maggiore indipendenza e partecipazione alla società. E così facendo, migliorano i servizi digitali per tutti.
Per il grande pubblico, ciò significa un futuro in cui interagire con il sito web del proprio comune o con il portale sanitario nazionale sarà semplice e intuitivo, indipendentemente dal fatto che si abbia o meno una disabilità. Per le persone con disabilità, ciò conferma che hanno lo stesso diritto di accedere alle stesse informazioni e agli stessi servizi di chiunque altro, senza più accessi separati o di qualità inferiore. La legge lo sancisce e la sua applicazione garantisce che venga preso sul serio. L'accessibilità digitale riguarda fondamentalmente i diritti umani e l'inclusione moderna. La direttiva sull'accessibilità del web mette in pratica questi valori, rendendo la sfera pubblica online europea un luogo in cui tutti possono sentirsi partecipi e coinvolti. Man mano che andiamo avanti, una vigilanza costante nel monitoraggio e una cultura della conformità continueranno a promuovere miglioramenti nell'accessibilità. Il messaggio alle organizzazioni pubbliche è chiaro: un design accessibile è la chiave per una società digitale equa e inclusiva.
Se sei interessato, richiedi qui una verifica dell'accessibilità.
AIOPSGROUP, una società di valantic, è una società di consulenza leader nel settore dell'accessibilità digitale che aiuta le organizzazioni a raggiungere la piena conformità con l'European Accessibility Act (EAA) e l'Americans with Disabilities Act (ADA). I nostri audit di accessibilità, le soluzioni di monitoraggio e i programmi di formazione combinano test automatizzati con valutazioni effettuate da utenti reali con disabilità per garantire che ogni piattaforma digitale soddisfi gli standard WCAG 2.2 AA. In qualità di fornitore affidabile di servizi di conformità in materia di accessibilità, AIOPSGROUP consente alle aziende di creare esperienze digitali inclusive, conformi alla legge e di facile utilizzo in ambienti web, mobili e aziendali.
